Basta anche solo essere alti per essere belli, almeno a metà. Ma cosa fa dell’altezza una virtù e della sua carenza un difetto? Perché essere alti è socialmente meglio di essere bassi? Perché le donne preferiscono gli uomini alti? Essere bassi è davvero un difetto? E per vincere le elezioni bisogna essere più alti? Nelle prossime righe proveremo a rispondere a queste domande. Continua a leggere.
Il vantaggio dell’altezza: un mito che ha antiche origini
Nel senso comune, quando si parla di altezza ci si riferisce alla distanza di un oggetto dal suolo oppure alla distanza tra il capo e i piedi. Ma per comprendere la natura dei numerosi pregiudizi che tendono a premiare l’altezza a favore di chi nasce più basso, occorre collegare il concetto di altezza a quello della crescita.
Essere bassi significa, in questo senso, non essere cresciuti, essere rimasti della stessa altezza di un bambino (o poco più alti). Al contrario essere alti significa essere diventati grandi. L’associazione alla crescita consente all’altezza di considerarsi un vantaggio, sia dal punto di vista materiale sia da quello immateriale.
Non crescere in altezza, significa fermarsi prima e restare al palo, mentre altri continuano ad aumentare in centimetri in modo visibile. Da qui nasce il mito dell’importanza dell’altezza.
Questa idea di completamento del processo di crescita si riflette anche su tantissimi campi dell’agire e del pensiero. Tanto che per raggiungere le vette più alte della conoscenza, occorre continuare a studiare, talvolta per tutta la vita, non abbandonando mai l’idea di poter raggiungere livelli maggiori di comprensione.
E l’idea stessa di elevarsi dalle cose terrene per puntare al cielo, in un movimento che ci porta a guardare verso l’alto, conferma che stare più su ha di certo i suoi vantaggi. La conoscenza ci consente di elevarci culturalmente e di comprendere in forma panoramica fenomeni che diversamente stenteremmo a capire.
Più si sale, fino a raggiungere il cielo, più ci si eleva dalla miseria umana. Fin dall’antichità l’uomo poteva conoscere ciò che incontrava sulla terra, lasciando alle religioni e successivamente alla scienza, il compito di interpretare cosa succede tra le stelle e nell’universo.
Le divinità sono in questo senso associate al cielo e nel firmamento alloggiano molti dei, praticamente tutti o quasi quelli che fin dalla notte dei tempi, erano associati agli astri e ai fenomeni atmosferici.
Al contrario gli inferi sono associati alla terra e i suoi abissi, a causa dei tantissimi riti funebri che collocano le reliquie nel sottosuolo. E quando le divinità si facevano persone, le statue che li ritraevano assumevano spesso stature maggiori di quella umana, fino a rendere l’altezza sinonimo di forza e di virtù.
A conferma di quanto l’altezza sia sinonimo di virtù, basta guardare alle tantissime espressioni che nella nostra lingua enfatizzano questo aspetto: “essere all’altezza (o non essere)”, “sua altezza reale”, “chi più alto sale, più lontano vede”, “altezza mezza bellezza” anche se i più bassi tendono ad enfatizzare l’aggettivo mezza, per non essere troppo discriminati.
E quante volte in film e serie televisive abbiamo ascoltato la fatidica frase “Sua Altezza Reale” in riferimento alla Regina, il cui ingresso obbliga i presenti ad alzarsi in piedi.
L’altezza fisica consente di guardare il prossimo “dall’alto verso il basso”, incutendo timore e rivendicando rispetto. Ma l’espressione “dall’alto verso il basso” è più spesso sinonimo di arroganza e supponenza.
Al contrario, ci sono tutta una serie di espressioni, che nel confermare l’altezza come virtù, conferiscono a ciò che è in basso, una connotazione negativa, “i colpi bassi”, “cultura alta e cultura bassa”, “bassifondi”, “a man bassa”, “al gradino più basso”.
Le donne preferiscono gli uomini alti?
Non stupisce dunque se le donne tendano a preferire gli uomini alti a quelli bassi e ad associare la virilità all’altezza. Un uomo più alto della sua partner potrà abbracciarla con maggiore naturalezza, sembrare più forte, più grande e in grado di assicurare maggiore protezione.
A dirlo sono una serie di ricerche e sondaggi che monitorano periodicamente quanto l’essere alti tenda a rientrare tra i canoni di bellezza. Ma fino a qualche anno fa, si pensava si trattasse di ragioni culturali, mentre una recente ricerca mostra che alla base della coincidenza tra altezza dell’uomo e attrattiva vi sia una maggiore produzione di testosterone, ormone sessuale maschile.
Pur essendo uguale in partenza, gli uomini alti possono incrementarne la produzione facendo attività fisica. A parità di sforzo, rispetto ai colleghi più bassi, la produzione di testosterone è più alta negli alti e pertanto, crescono le possibilità di migliorare il proprio fascino, se necessario, senza effetti collaterali dannosi. È quanto sostiene lo studio scientifico prodotta da un gruppo di ricercatori polacchi, dal titolo “Evoluzione e comportamento umano” pubblicato nel 2020 sulla rivista ScienceDirect.
L’altezza nella cultura di massa
D’altro canto, se i tacchi diventano alti per compensare il gap di centimetri, rispetto al partner, c’è anche la voglia al femminile di indossarli, di vivere momenti speciali, vestendo abiti da sera di "alta moda” e visitando location suggestive.
Nelle serie televisive e nei film, per celebrare ricchezza e potere sono spesso chiamati attori alti e longilinei, a meno che non si tratti di patrimoni derivanti da attività criminali, dove spesso sono i più bassi ad avere la meglio.
Curiosa anche l’evidenza statistica che vede l’elettorato americano premiare alle elezioni presidenziali i candidati fisicamente più alti. Segno che anche in una democrazia navigata, come quella americana, alcuni pregiudizi tardino a svanire.
