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La barriera del dolore in medicina

Scritto da Laura Barone
Il dolore associato alle pratiche mediche è uno stato di percezione a volte ingiustificato

La percezione del dolore, che il paziente avverte prima ancora di recarsi presso il proprio medico e prima di sottoporsi a qualsiasi terapia o intervento, è uno dei problemi più rilevanti a cui la medicina contemporanea prova a dare risposte concrete.

La barriera del dolore in medicina

La percezione del dolore, che il paziente avverte prima ancora di recarsi presso il proprio medico e prima di sottoporsi a qualsiasi terapia o intervento, è uno dei problemi più rilevanti a cui la medicina contemporanea prova a dare risposte concrete.

Il cambio di segno, da percezione negativa a positiva, non è immediato e spesso richiede molto più tempo, rispetto all’adozione di dispositivi e metodologie sanitarie, in grado di abbattere questa barriera.

Si tratta infatti di un ricordo stratificato nel tempo, che attiene alle diverse esperienze che il paziente ha vissuto lungo diverse generazioni, non riconducibile ad una singola branca della medicina ma all’esperienza sanitaria in genere.

 

La gestione del dolore in medicina

È tautologico considerare l’esperienza sanitaria come un momento critico della propria vita, in quanto, il più delle volte ci si reca da un medico in presenza di una problematica, più o meno grave. Ma, in realtà, così non dovrebbe essere, dato che il contatto periodico con una serie di specialisti, dovrebbe attenere più alle pratiche di prevenzione che a quelle di cura.

Evitare, in modo sistematico, le visite periodiche dal dentista, dal dermatologo, dal ginecologo, dall’oculista o dal nutrizionista, ci espone a gravi rischi connessi all’invecchiamento del nostro corpo e all’insorgere di patologie comuni che, se non affrontate per tempo, rischiano poi di degenerare, ben oltre il loro naturale decorso.

Altrettanto rilevante è il diffondersi incontrollato di pratiche di cura e di medicina “fai da te”, causato dalla possibilità che i pazienti hanno di recuperare online tutte le informazioni necessarie a farsi un’idea, rispetto alle problematiche in cui incorrono.

In realtà il web, se da un lato offre informazioni importanti, può essere anche molto confondente e talvolta persino fuorviante. Il paziente spesso ignora la gerarchia delle fonti online, riservando la stessa attenzione a siti che hanno livelli di legittimazione scientifica molto diversi.

Un conto è infatti consultare una pagina wikipedia, cosa completamente diversa è leggere documenti online e pagine web di fonti istituzionali come l’Istituto Superiore di Sanità o l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Cosa ancora diversa è seguire i consigli online di un singolo specialista o di una rivista dedicata alla medicina. Senza una bussola precisa, in grado di orientare le ricerche mediche online dei pazienti, i risultati possono essere davvero rischiosi, sia perché possono condurre a conclusioni errate, sia perché finiscono per delegittimare il ruolo degli specialisti.

 

L’approccio al dolore nella medicina moderna

In questo senso, la medicina interviene agendo da diversi punti di vista, che vanno dalle soft skills che il medico deve avere per illustrare il quadro clinico del paziente e le modalità di intervento, fino agli aspetti hard relativi alle competenze verticali e specialistiche.

Senza dimenticare il ruolo crescente che le moderne tecnologie digitali, applicate al settore medico, stanno giocando, stravolgendo completamente interi protocolli sanitari. Basti pensare alla sostituzione degli interventi in laparoscopia, rispetto a quelli tradizionali, detti anche “a cielo aperto”.

I primi, infatti, riducono l’invasività dell’intervento operatorio, accorciando di molto l’ospedalizzazione, che tende ad essere contenuta in un singolo day hospital, con una guarigione in media più veloce rispetto al passato. Riduzione del dolore fisico e minori perdite di sangue, interventi meno invasivi e in grado di ridurre al minimo i rischi, finisco per migliorare la percezione del dolore, come elemento psicologico, del paziente.

Il tema è grandemente avvertito dai dentisti che nell’immaginario collettivo sono associati, in modo fin troppo scontato e spesso ingiustamente, a un’esperienza dolorosa.

Di questo pregiudizio ne sono consapevoli tutti gli operatori del settore odontoiatrico che provano a intervenire, non soltanto eliminando il dolore ma anche utilizzando leve percettive.

Attrezzature elettromedicali e digitali di ultima generazione riescono a risolvere anche del tutto il dolore, ricorrendo, solo per fare un esempio, ad anestesie indolore, che eliminano gli effetti secondari su labbra, faccia e lingua, grazie all’erogazione controllata dell’anestetico.

Mentre sul livello percettivo possono impattare scelte dello studio odontoiatrico che partono dal colore delle divise del proprio staff, all’arredamento dello studio odontoiatrico, fino al design del riunito che accoglie la poltrona del paziente.

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