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Fair play italiano

Scritto da Laura Barone

Per giocare bisogna rispettare le regole! Ma la correttezza non basta, è importante anche il mondo in cui si interpretano le norme attraverso comportamenti leali, tanto che il Fair Play può arrivare fino a deviare dai comportamenti attesi, in nome di principi più alti, etici, persino eroici. Hai mai riflettuto sul significato di fair play a un livello più ampio? Proviamo a farlo insieme nelle prossime righe.

 

Il fair play nello sport: un caso emblematico

Tra i tanti episodi di Fair Play citati in rete come casi emblematici, il primo posto spetta all'episodio che ha reso Paolo Di Canio un’icona del calcio inglese.

16 dicembre del 2000, il Natale è alle porte, partita rovente tra i padroni di casa dell'Everton e il West Ham in cui militava Di Canio.

La partita sta per concludersi, il risultato è di 1-1, quando un’uscita scomposta del portiere dell'Everton Paul Gerrard, gli provoca un infortunio, non considerato tale dall’arbitro che lascia giocare. L’azione continua, tanto che il centrocampista Trevor Sinclair serve l'attaccante Paolo Di Canio, rimasto solo dinanzi alla porta.

Incredibilmente il calciatore italiano sorprende tutti, forse anche se stesso, interrompendo l'azione e prendendo il pallone con le mani. Un gesto eroico che gli ha impedito di segnare, andando a verificare le condizioni di salute del portiere dell'Everton.

Un gesto surreale persino nel calcio inglese, tanto che le reazioni dei suoi compagni negli spogliatoi sono state tutt'altro che composte. Un gesto che gli è valso il premio 'Fair Play' dell'anno e il tributo dell'allora presidente della FIFA.

Le ragioni che hanno reso quel gesto eroico sono molteplici, a cominciare dalla nazionalità del calciatore, visti i tanti pregiudizi collegati all'opportunismo di noi italiani. Di Canio, poi, è sempre stato un giocatore litigioso, irascibile, tutt'altro che mite e che con quel gesto ha stupito tutti in nome di un disegno superiore.

Più tardi nel 2017, durante una intervista a Sky dichiarò: “non avrei mai potuto segnare. Sono sempre stato una persona buona. Col portiere stramazzato a terra e impossibilitato a prendere il pallone, ho preferito fermarlo con le mani”. La bontà che supera la cattiveria, almeno nello sport, non dovrebbe essere cosa rara.

Un codice per il gioco corretto

Per rendere il Fair Play, principio fondante di ogni federazione, i ministri europei dello sport, nel summit del 1992 a Rodi, hanno approvato il codice europeo di etica sportiva con l'intento dichiarato di fornire un solido quadro etico per combattere le pressioni che sembrano
minare le basi tradizionali dello sport.

Perché vale la pena ricordarlo, lo sport è la palestra di vita nella quale crescono le giovani generazioni e che deve necessariamente avere una cornice etica, senza la quale perderebbe per sempre la sua missione pedagogica.

Il fair play nella vita di ogni giorno

Dal calcio, allo sport, a tutti gli ambiti della vita, persino negli affari, non soltanto quelli che governano il mondo del pallone, il Fair Play si va affermando come un codice comportamentale fondamentale della convivenza civile di cui tenere conto sia nella vita reale che online.

L'idea di avere degli esempi da seguire, non soltanto per i risultati sportivi e professionali raggiunti ma soprattutto per la capacità di mettere da parte l'agonismo in favore di principi più alti, aiuta a vincere partite ben più importanti.

Amicizia, altruismo, dono, rispetto degli altri, sono comportamenti necessari che ci rendono più umani e ci ricordano che vincere è soltanto una delle mete per le quali si scende in campo. Perché la vita è molto più di un semplice gioco!

 

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