Le radiazioni nell’immaginario collettivo sono associate inevitabilmente ad una serie di pericoli. Il tema ritorna con insistenza a ridosso delle crisi energetiche che tendono a mettere in discussione le scelte di paesi che non dispongono di centrali nucleari. In questo articolo cercheremo di schiarirci le idee per capire cosa sono le radiazioni e in che ambito si usano.
L’utilizzo delle radiazioni
I rischi di una sovraesposizione alle radiazioni sono stati raccontati sapientemente nella mini-serie televisiva Sky, dedicata alla storia dell’incidente nucleare nella centrale di Chernobyl del 1986.
Altrettanto rilevanti sono le preoccupazioni allarmistiche, che si vanno incentrando sui rischi di un conflitto nucleare (o al ricorso ad armi atomiche di distruzione di massa), a causa della recente crisi internazionale, conseguente all’attacco russo in Ucraina.
Ma al di là di questi scenari apocalittici, proteggersi dalle radiazioni è una delle priorità che ognuno di noi deve darsi, a fronte dei diversi controlli medici a cui andiamo incontro, nella nostra carriera di pazienti. Un’esposizione ancora maggiore riguarda gli operatori sanitari a contatto quotidiano con tecnologie che li espongono a radiazioni. Ma da monitorare con attenzione non sono soltanto le persone, più o meno esposte, a seconda dello stile di vita che conducono ma anche l’ambiente nel quale viviamo.
La radioprotezione, quindi, interessa ambiti scientifici differenti che spaziano dalla fisica, alla biologia, all' anatomo-fisiologia, alla biotecnologia. Mentre, infatti, la fisica si interroga sulle interazioni delle radiazioni con la materia a livello nucleare, atomico e molecolare, la biologia indaga gli effetti che tali interazioni hanno con il livello cellulare, quindi, da un punto di vista anatomo-fisiologico, devono essere analizzate le conseguenze che tali effetti possono innescare a livello multicellulare, finendo per agire sui tessuti, sugli organi e sugli apparati dell’intero corpo umano.
E d’altro canto, le radiazioni non sono in assoluto un elemento negativo, essendo utilizzate in ambito terapeutico contro i tumori. La radioterapia è, infatti, il metodo più efficace, contro diverse manifestazioni tumorali. Si tratta di una terapia localizzata, indolore, non invasiva effettuata in regime ambulatoriale, in grado di causare la morte delle cellule del tumore, attraverso l'utilizzo di radiazioni con elevata energia chiamate ionizzanti.
Proteggersi dalle radiazioni
Per tutte queste ragioni, a livello normativo sono diversi gli ambiti che tendono a tutelare il cittadino dalla sovra esposizione di radiazioni e vanno dalla sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari, alla salute dei pazienti esposti durante esami diagnostici, fino ai soggetti che seguono terapie con radiazioni ionizzanti. Senza dimenticare la scala collettiva del problema, che interessa una serie di norme a tutela della popolazione generale, rispetto alle diverse esposizioni che possono interessarla. Infine ci sono norme dirette alla tutela dell'ambiente, per gli effetti che si possono creare al suo interno quando sono indotti dalla popolazione e dalle attività umane di chi vi risiede o vi lavora.
I rischi inevitabili a cui singoli, popolazione e ambiente sono sottoposti, non possono che giustificarsi, sulla base dei benefici terapici che derivano dalle radioterapie. Taluni trattamenti sono fortemente impattanti, in quanto ricorrono ad una dose radioattiva molta alta, basti pensare a indagini come TAC, PET, SPECT o a procedure radiodiagnostiche cardiologiche, che richiedono, in molti casi, di essere ripetute nel tempo.
Oltre alle sorgenti artificiali prodotte dall’uomo, esistono sorgenti naturali, che minacciano l’ambiente umano, pur trattandosi di situazioni specifiche e non particolarmente comuni. Basti pensare alle radiazioni cosmiche, basate su particelle e raggi gamma di alta energia, provenienti dallo spazio e che interagendo con l'atmosfera generano radiazioni ionizzanti di tipo corpuscolare o elettromagnetico. I rischi di esporsi a questo tipo di radiazioni crescono in altura, raggiungendo il picco massimo a 10 km di altezza, con una esposizione che si innalza fino a 100 volte rispetto al livello del mare. Ci sono poi le radiazioni terrestri, causate dal decadimento di radioisotopi, presenti nella crosta terrestre.
