I denti del giudizio sono l’incubo di molti. Siamo stati così abituati a sentirne parlare come dei grossi problemi – all’interno della bocca – che temiamo quasi il momento in cui, inesorabilmente, spunteranno. Se anche tu hai mille dubbi riguardo ai denti del giudizio, questo è proprio l’articolo che fa per te.
Proveremo a rispondere alle tue domande e a renderli un po’ più simpatici.
Perché si chiamano denti del giudizio?
Sono detti denti del giudizio, perché spuntano quando siamo già maturi, quindi, dopo l'adolescenza, in prossimità dei 18 anni anche se esiste una certa variabilità, da persona a persona. In taluni soggetti, il molare del giudizio può presentarsi anche molto più tardi.
A dispetto dell'età matura in cui si manifestano, i denti del giudizio cominciano a svilupparsi durante l'infanzia, all'incirca tra i 7 e i 10 anni, a seconda del soggetto considerato ma è solo più in là nel tempo che spunteranno definitivamente, spesso causando non pochi problemi.
E una volta che spunta, si procede in genere alla rimozione del dente del giudizio, in quanto può incunearsi, causare fastidio durante la deglutizione, provocare problemi di masticazione e persino incidere sulla dizione.
Senza dimenticare i fenomeni di infiammazione e dolore, tanto che ci si reca volentieri dallo specialista per la sua rimozione.
L’origine del dente del giudizio
L'origine dei denti del giudizio risiede nell'evoluzione stessa della specie umana. Gli antenati dell'homo sapiens presentavano una forma cranica differente ed un viso caratterizzato da una bocca decisamente più sporgente, rispetto alla conformazione attuale, oltre che una mandibola, in grado di accogliere 32 denti.
L'evoluzione della nostra specie, se da un lato ha provocato un ritiro della mascella, dall'altro ha lasciato che i denti alloggiati restassero gli stessi nel numero.
Ed è questa la ragione che spiega il dolore alla gengiva gonfia per il dente del giudizio, dato che non incontra più lo spazio sufficiente a collocarsi nel cavo orale, quindi causando fastidi e dolori e la necessità di procedere con l'estrazione del dente del giudizio.
I denti del giudizio vanno tolti?
Ma come ci rendiamo conto che il dente del giudizio sta erompendo? L'intensità del dolore, provocato dal dente del giudizio, è variabile, può manifestarsi in modo violento, arrivando ad interessare i denti immediatamente adiacenti e raggiungere persino l'orecchio.
Ma può più frequentemente presentarsi come mera difficoltà nell'apertura e chiusura della bocca e/o con una gengivite, che a sua volta può causare alitosi. In taluni pazienti, invece, si genera un arrossamento e gonfiore della gengiva in corrispondenza dei linfonodi.
In ogni caso, sarà sempre il vostro specialista odontoiatra a stabilire la gravità del problema, collegato ai sintomi del dente del giudizio e stabilire se e come intervenire, secondo quali tempistiche. In presenza di un dente del giudizio cariato, lo specialista può decidere, ad esempio, di procedere con l'estrazione.
E in presenza di ascesso del dente del giudizio, il vostro medico procederà molto probabilmente prescrivendo una cura di antibiotici, trattandosi di una patologia causata da batteri, che va prontamente contrastata.
Successivamente potrebbe procedere per via chirurgica, anestetizzando la zona da trattare, quindi rimuovendo il materiale purulento accumulatosi, attraverso una piccola incisione.
Grazie alla costante evoluzione delle tecniche, dei materiali e degli anestetici, a disposizione degli specialisti, l'estrazione del dente del giudizio non è più dolorosa, come succedeva un tempo.
I pazienti, infatti, non accusano dolore durante l'intervento ma solo un senso di pressione, causato dalle manovre dello specialista, specie in prossimità dell'estrazione finale.
