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Compro il mio dentista a rate: la cultura della salute tra crisi e società moderna

Scritto da Super User
Tra salute e risparmio economico

La salute si sa, è il bene più prezioso di cui disponiamo. Sono infatti tanti i detti nella nostra lingua che enfatizzano questo assunto autoevidente, come tautologia che ci accompagna lungo tutto l'arco della nostra vita.

In napoletano si dice spesso: " 'a salute è 'a primma cosa", volendo proprio significare, che venendo meno, tutto il resto assume un significato diverso e che tutti i problemi in cui possiamo incorrere sono secondari rispetto al nostro stato di salute. 

Molto interessante, invece, è l'evidente associazione che nei detti sulla salute si compie tra salute e benessere economico.

Ci riferiamo ad espressioni come "chi è sano non sa quanto sia ricco", vale a dire che abbiamo a che fare con un soggetto che non si è mai posto seriamente il problema di quanto abbia risparmiato di spese mediche e medicinali.

Sullo stesso filone ma accentuando il valore delle spese sanitarie, tanto da renderle un lusso è la frase in rima: "chi è sano, è più d'un sultano".

Mentre sull'inconsapevolezza del valore incommensurabile di questo tesoro si dice, molto semplicemente: “chi ha la salute è ricco e non lo sa".

E in un certo senso, la nostra lingua tende a enfatizzare anche la necessità di prendersi cura per tempo del proprio corpo, quindi evocando in modo implicito l'importanza della prevenzione, come migliore tra le strategie sanitarie individuali. Ecco, dunque, che: "Chi vuole conservare la salute per la vecchiaia, non la sciupi in gioventù".

La salute, quindi, anche nella nostra lingua e nel senso comune è una risorsa e come tale, scarsa per definizione. Anzi è una risorsa che ha bisogno di essere monitorata e mantenuta e pertanto anche in assenza di patologie gravi, andremo incontro a spese sanitarie ordinarie, funzionali al tenersi in salute.

Abbiamo qui a che fare con gli stili di vita delle persone, con le priorità di spesa familiari e anche con la gerarchia dei desideri.

Perché se siamo disposti a spendere oltre mille euro per uno smartphone e poi non destiniamo la medesima cifra per una terapia odontoiatrica, fino ad evitarla del tutto o a posticiparla di anni, beh allora qualcosa deve necessariamente cambiare.

E si tratta di una svolta trasformativa, che deve avvenire in profondità, nel tessuto sociale, nel modo di pensare, oggi evidentemente distorto e completamente asservito ad interessi che nulla hanno a che fare con la tutela della nostra salute. 

Già, perché in questa fase storica, caratterizzata dalla crescita costante delle spese energetiche, il rischio diventa quello di non potersi permettere il dentista.

Una soluzione da praticare è certamente quella di ricorrere a strumenti finanziari, come le società di mutuo soccorso, le assicurazioni, i prestiti bancari, libretti di risparmio sanitari o finanziamenti dedicati alla salute, per inscrivere le cure sanitarie e quelle odontoiatriche all'interno di una strategia familiare economicamente sostenibile.

A tal fine occorre un cambio di mentalità, che deve riguardare sia pazienti sia le famiglie, che, come abbiamo visto, devono modificare i propri bisogni e priorità ma non solo.

Il problema si allarga a favore di una clinincal governance, che va ad interessare la sanità pubblica, quella privata, le banche e gli istituti finanziari, fino a raggiungere a cascata lo studio odontoiatrico e la parcella del singolo dentista.

L'operatore sanitario deve agevolare il proprio paziente attraverso il ricorso a strumenti di dilazione dei pagamenti della visita medica, alla stessa stregua di quello che succede nei punti vendita fronte strada.

Sempre più frequenti, infatti, sono le forme di mini-rateizzo che in collaborazione con l’esercente, consente al consumatore di pagare i suoi acquisti poco alla volta senza costi aggiuntivi, quindi senza interessi che farebbero schizzare il costo della merce acquistata verso l'alto. 

Gli importi delle merci acquistate vengono spezzettati in cifre irrisorie, poi addebitate, ogni mese sul conto corrente. 

Se vogliamo che una quantità crescente di persone ricorrano agli specialisti sanitari con la stessa naturalezza, con la quale i consumatori si recano negli store per effettuare i propri acquisti, beh allora, ben venga la possibilità di comprare a rate anche il proprio dentista. 

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