Che relazione esiste tra i denti da latte e i disturbi mentali? In che modo è possibile correlare scientificamente i denti da latte e il rischio disturbi mentali? i denti da latte possono aiutare la prevenzione dei disturbi mentali?
Sapevamo già che la salute dei denti interagisce con il resto del corpo umano, tanto che denti in ottima salute possono aiutare a prevenire l'insorgenza di una molteplicità di disturbi che in apparenza non avrebbero nulla a che fare con le condizioni in cui versa il cavo orale. Ma la correlazione tra i denti e la malattia mentale è una scoperta piuttosto recente, ancora in fase di studio e di ulteriori indagini scientifiche.
Che la salute dei denti influisca su altre parti del corpo è una consapevolezza che la medicina coltiva fin dalla notte dei tempi. Già Ippocrate tra il IV e il III secolo a.c. si esprimeva sulla correlazione tra alcuni disturbi reumatici e l'estrazione di denti che versavano in cattive condizioni.
È oramai assodato il rapporto tra i denti e le cefalee, dato che un cattivo funzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare può causare mal di testa, cervicale, cefalee, disturbi del sonno, mal di schiena e dolori del collo, confermando quanto affermava Ippocrate qualche millennio prima.
Meno note sono le correlazioni tra la salute dei denti e le malattie cardiache, più nello specifico tra le parodontiti e l’endocardite ma anche disturbi cardiovascolari come l'ictus e arterosclerosi, a causa della proliferazione batterica che può raggiungere altri organi e apparati. Persino le gengiviti possono essere un importante campanello di allarme per evidenziare una predisposizione a patologie particolarmente fastidiose, come l’artrite reumatoide.
Ma la correlazione tra malattie mentali e la salute dei denti ha davvero dell'incredibile. Più precisamente si tratta di una corrispondenza tra i denti da latte e la possibilità di prevedere potenziali problemi di salute mentale del bambino.
Questa ipotesi è scaturita da uno studio condotto negli anni Novanta su 70 denti da latte prelevati da vari bambini. Dopo la caduta dei denti gli stessi dentini sono stati confrontati con le condizioni attuali degli adulti che da piccini li avevano persi.
Lo studio è stato diretto da una ricercatrice dell'Università di Bristol (UK), Erin C. Dunn che ha delineato uno schema piuttosto chiaro di corrispondenze tra storie di depressione familiari in gravidanza e la forma dei denti da latte. Allo stesso modo correlazioni altrettanto significative sono state riscontrate tra lo stress subito in età infantile e la forma dei denti da latte.
Andando ad indagare le cause della particolare forma che i denti da latte assumono in presenza delle circostanze descritte, potrebbe esserci un nesso con la produzione di cortisolo da parte delle madri più esposte in gravidanza a situazioni e condizioni di stress. Il cortisolo, infatti, interferisce con le cellule che si accumulano per creare lo smalto.
La conformazione del dente da latte può, pertanto, risentire delle esperienze che il feto ha avuto nell’utero o che il neonato ha subito dopo la nascita, in prossimità della crescita dei primi denti.
I denti, secondo questa ricerca, sembrerebbero comportarsi come i tronchi di un albero secolare, da cui è possibile evincere conoscenze sulla pianta, e che nel caso dell'uomo offrono un quadro che arriva a svelare informazioni persino sul disagio mentale.
Si tratta di una sorta di stratificazione di informazioni, organizzate in linee di crescita, che ricordano proprio gli anelli concentrici dei tronchi degli alberi, considerati in sezione orizzontale. Alcune di queste, sono dette a seguito della ricerca della Dunn, linee di stress e che indicano problemi psico-fisici, problemi alimentari o presenza di altre malattie che a loro volta potrebbero aver causato disagi e situazioni tese.
Se le tesi della Dunn confermassero il collegamento tra denti da latte e salute mentale, sicuramente si potrebbe disporre di un quadro clinico sui disturbi mentali molto precoce e quindi in grado aiutare le pratiche preventive.
