Sono rientrata a casa dopo quattordici ore di lavoro, già perché nel computo totale del tempo sommo i percorsi in auto tra un appuntamento e l’altro. Mi sono tolta le scarpe e poggiata sul divano, per una breve pausa prima di verificare che tutto quello che avevo previsto per la routine dei miei figli fosse andato effettivamente a buon fine. Il sostegno del mio team , di mia madre, la babysitter e l’impegno che i miei figli ci mettono nello studio anche oggi ha funzionato alla perfezione. Siamo una squadra, lo so bene! E per fortuna ognuno gioca nel suo ruolo, nel rispetto dell’impegno che ci mettiamo tutti insieme ogni giorno.
So che oggi le tecnologie consentirebbero un rapporto con il cliente a distanza ma in questo mi sento molto vicina ai medici che incontro. Certo nel caso degli odontoiatri l'ascolto del paziente è parte fondamentale dell'anamnesi ma poi per operare e risolvere i problemi del cavo orale, occorre necessariamente il contatto. Così come loro che non possono prescindere dalla visita in presenza con i pazienti, così io trovo l’incontro con i medici una fonte inesauribile di confronto e di stimolo. E in un certo senso, credo di avere anche io, sebbene in senso metaforico, un approccio terapico, La comprensione dei bisogni dei miei clienti passa proprio attraverso la visita che faccio recandomi presso il loro centro, verificando io stessa la presenza di bisogni palesi o latenti, interloquendo con gli altri membri del team e raccogliendo appunti visivi che trasferisco al mio cliente, in un'ottica di problem solver e crescita comune.
Sono riuscita a mangiare qualcosa, un boccone nella pausa pranzo, camminando sul lungo mare di Sapri, assistita da un sole raggiante che rendeva il panorama un palcoscenico di bellezza assoluta, senza compromessi. Sono passata dinanzi alla statua dedicata alla Spigolatrice che tante polemiche si è portata dietro, fin dalla sua inaugurazione, a causa della decisa sensualità che l’autore ha voluto imprimere alla sua statua. Passandole di lato, le ho scattato una foto e mi sono venuti in mente i tanti articoli che avevo letto, tutti intenti a censurare un tratto della femminilità che quell’opera si porta dentro e ho pensato a quanto le donne restano al centro dell’attenzione per il loro corpo invece che per le gesta che compiono.
Durante l’attesa, che mi capita di fare dai miei clienti, ne approfitto per leggere. Guardo dal mio cellulare gli articoli che Google news mi propone. Uno sguardo panoramico ai titoli, per tenermi aggiornata su tutto quello che succede nel mondo. Scelgo poi tre o quattro articoli che leggo velocemente, spesso riguardano i temi della salute pubblica, ambito nel quale mi ritrovo, sia nelle conversazioni con i medici, sia per comprendere le dinamiche generali del sistema sanitario nazionale. Come i medici che frequento anche io mi aggiorno continuamente, dedico quindi le parti rimanenti della mia giornata allo studio delle schede prodotto, delle novità che il settore delle apparecchiature elettromedicali propone.
L’aggiornamento e la formazione continua, lungo tutto l’arco della mia vita professionale, è fondamentale. Con il medico che deve aggiornarsi per le continue scoperte scientifiche, per i miglioramenti delle tecniche operatorie, per l’innalzamento degli standard di sicurezza e di efficacia verso suoi pazienti, ci sono anche io alle prese con tutto quello che le case produttrici propongono in termini di tecnologie e metodologie. E se riesco a mantenermi sempre aggiornata è proprio grazie allo scambio de visu che ho con il personale sanitario ai mille stimoli che raccolgo in ogni appuntamento, oltre che nel rapporto con tutti i miei fornitori.
Non è semplice e so che anche la giornata del medico è lunga ed estenuante come la mia e più della mia. Sebbene da punti di vista differenti, condividiamo una mission comune, quella di rintracciare le migliori soluzioni per lavorare al meglio, riuscendo a garantire la soddisfazione sia degli operatori sanitari sia dei pazienti. Le preoccupazioni e le responsabilità dell'operatore sanitario sono ulteriori, ne sono perfettamente consapevole ed è anche per questo che faccio del mio meglio per stare al passo, cercando ogni giorno di essere all'altezza di questa sfida. Il medico si preoccupa dei suoi pazienti e del suo team e a cascata, io mi preoccupo di entrambi.
La pausa sul divano sembra volgere al termine, come la mia giornata d’altronde. Indosso le pantofole, so che mi addormenterò presto e domani di nuovo in sella.
