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Storia delle faccette e del tuo sorriso smagliante

Scritto da Laura Barone
Storia delle faccette dentali

La possibilità di avere un sorriso smagliante, ottenuto attraverso le cure di uno specialista, risale già agli anni trenta del Novecento, quando il dentista Charles Picus si prese cura dei denti di Shirley Temple, rendendo l'estetica facciale della piccola stella di Hollywood impeccabile.

A quel tempo, non esistevano le stesse soluzioni di estetica dentale presenti oggi, e l'idea stessa che ci si potesse prendere cura dei denti per ragioni diverse dalla salute, era una novità assoluta. Pincus negli anni Trenta divenne il dentista più famoso al mondo di estetica dentale, tracce del suo operato sono presenti praticamente in tutti i blog di settore e in diverse pubblicazioni scientifiche. Attorno a questo celebre dentista si addensarono numerosi attori che iniziarono a curare il proprio sorriso come pratica abituale e preparatoria della messa in onda. Siamo agli albori del cinema, soltanto nel 1928 si passò dal muto al sonoro, con inquadrature e primi piani sempre più stretti sulla bocca e sui denti, fino ad allora impensabili.

La piccola Shirley Temple salì sul set alla giovanissima età di 3 anni, tanto che cominciò a perdere qualche dente ma nessuno immaginava che già così piccina, potesse sottoporsi a interventi di estetica dentale. Naturalmente, anche i denti dei suoi colleghi attori più anziani si presentavano in condizioni non proprio ottimali per essere protagonisti di inquadrature strette sulla bocca. Molti di questi, infatti, si recavano da Pincus per correggere gli inestetismi. Così Pincus mise a punto le “Hollywood Veneers”, cappucci rimovibili a scatto, in grado di occultare la parte vestibolare del dente e al fine di riempire spazi antiestetici. Antesignano delle moderne faccette, Pincus utilizzava una sorta di previsualizzazione estetica da apporre sui denti degli attori per raggiungere i risultati da loro richiesti. Una sorta di mockup fotografico che permetteva di simulare in anticipo come sarebbe risultato il lavoro che andava a realizzare, al fine di presentarlo al paziente ancora prima di impiantarlo.

Passi in avanti furono compiuti a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, grazie al dentista francese Rochette che mise a punto dei veri e propri restauri adesivi in ceramica per i denti anteriori, che riuscivano ad aderire grazie ad una resina composita ibrida, una soluzione che gli permise di ottenere un duplice risultato, sia in termini di resa estetica della bocca, sia in termini di robustezza e funzionalità dei denti. Ulteriori modifiche migliorative intervennero negli anni Ottanta, grazie al contributo di dentisti come Simonsen, Calamia e Horn che elaborarono nuove metodiche in grado di assicurare un'adesione sicura fra resina composita e ceramica. Questi dentisti mostrarono che il legame fra resina e faccette trattate con acido fluoridrico e sottoposte a silanizzazione è di norma più forte di quello che si crea fra la stessa resina e lo smalto dentale mordenzato, ponendo così le basi per le ricerche che hanno portato all’attuale stato delle conoscenze.

Oggi le faccette dentali sono una pratica molto frequente in numerosi studi odontoiatrici. In molti casi gli specialisti odontoiatrici hanno accumulato una grande esperienza in merito alle diverse soluzioni da adottare sia nell'estetica dentale sia nel miglioramento del sorriso, tramite la cura di denti, della struttura ossea, delle gengive, e finanche della labbra. Le faccette dentali non rappresentano tuttavia una soluzione definitiva ma devono essere sostituite dopo circa un decennio dalla loro applicazione. Chiedi al tuo dentista di fiducia, se e come procedere contro i tuoi inestetismi dentali e vedrai che sarai in grado di optare per la soluzione più appropriata al tuo problema.

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