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I COLORI DELLA SALUTE

Scritto da Laura Barone

Tendiamo ad associare alla salute alcuni colori ricorrenti nelle strutture sanitarie come il verde acqua o il blu in diverse tonalità. Sono colori tipici delle divise e delle mascherine della sala operatoria, mentre il bianco, per la sensazione di pulito e purezza che trasmette, è spesso utilizzato per le pareti delle stanze di ospedali, cliniche e studi medici e imperativamente presente per camici di medici e farmacisti.

Il rosso è invece presente sulla croce posta generalmente all’esterno delle strutture sanitarie, evocando il sangue. Sembra che l’origine della colorazione rossa della croce sia databile nel 1863, quando i delegati del Comitato Internazionale di Soccorso ai militari feriti (futuro organo della Croce Rossa) scelsero, in omaggio alla Confederazione elvetica, una croce rossa su fondo bianco, ottenuta invertendo i colori della bandiera svizzera.

Possiamo quindi dedurre che esistono due elementi talvolta intrecciati che intervengono nella nostra percezione dei colori. Da un lato esisterebbero proprietà differenti ascrivibili a ciascun colore, in grado di influenzare i comportamenti umani, innescando reazioni emotive che non dipendono da elementi acquisiti ma innati. Dall’altro invece intervengono i processi di associazione mentale dettati dalla ricorrenza di alcuni colori, che per ragioni di tipo culturale, sono utilizzati in modo ricorrente in determinati ambiti, come quello sanitario. In entrambi i casi ci riferiamo ad effetti di natura psicologica che i colori hanno sugli individui. Difficile separare nettamente i due elementi, capire con precisione quanto si tratti di reazioni fisiologiche e quanto di elementi psichici connotati culturalmente.

Esistono quindi una serie di evidenze, ormai acquisite anche dal senso comune, che rendono taluni colori più efficaci di altri in determinati ambiti di relazione umana. Nell’amore ritorna il rosso, non a caso l’espressione “a luci rosse” è associata ai film di genere e ai quartieri dove si pratica la prostituzione. L’abito rosso al femminile è quindi una ricetta di sicuro successo per attrarre e catturare la preda maschile. Qui il riferimento alla pellicola “The woman in red” di Gene Wilder del 1984 è d’obbligo, sebbene la scena cult, della modella sorpresa mente il vento le solleva l’abito rosso, sia una citazione cinematografica di quella in abito bianco interpretata Marilyn Monroe ,durante le riprese di “Quando la moglie è in vacanza”, girata nella prima metà degli anni Cinquanta. Difficile insomma capire se sia il rosso o il bianco a risvegliare il desiderio maschile, quanto piuttosto la ricorrenza di questi colori, all’interno di scene cult del cinema contemporaneo.

Esistono poi colori di tendenza, spesso determinate dagli stilisti internazionali di moda, che optano per tinte diverse in base alle collezioni estive e autunno inverno. Taluni colori diventano dominanti, tanto da applicarsi con una certa ricorrenza sui marchi, basti pensare al magenta, particolarmente popolare nel primo decennio del nuovo millennio, al verde acido ricorrente nel decennio successivo o alla riscoperta del giallo degli ultimi anni. Pare che il colore più bello del mondo sia il blu che tende nel verde, quello, per intenderci, utilizzato dall’applicazione Whatsapp. E dato che in quest’ultimo caso si tratta probabilmente della app più popolare al mondo, è anche probabile che questa tinta assuma significati di confortevolezza e familiarità che non le appartenevano in partenza. Non è un caso, quindi, se li abbiamo scelti come tinte presenti nell’immagine coordinata di 3A Medical, dove ritroviamo il giallo per lo sfondo delle buste dei nostri prodotti, “il verde più bello del mondo”, applicato sul nostro “3”, in compagnia della sua croce bianca. Nel nostro caso, siamo ricorsi al grigio per colorare la parola “medical”. Il grigio, al di là della sua neutralità, intesa come capacità di potersi accostare ad una varietà molto ampia di colori è anche sinonimo di equilibrio, poiché contiene i due estremi opposti del bianco e del nero.

E come soprassedere sul valore terapeutico dei colori. Esiste infatti anche la cromoterapia, branca in ascesa della medicina olistica e alternativa che indaga proprio il rapporto tra i colori e la salute. Comprendere quale effetto hanno sull'organismo i colori, per utilizzarli a fini terapeutici, oltre che per aiutare la persona a raggiungere uno stato di benessere, è ormai un imperativo ricorrente. Questo approccio è spesso presente nei trattamenti di wellness sempre più colorati, grazie all’ausilio di lampade che proiettano fasci colorati per animare le esperienze di benessere dei loro ospiti.

Esistono infine i colori individuali, scelti da ognuno di noi, talvolta assecondando le mode e le tendenze, talaltra riconducibili ad eventi e ricordi personali, che li rendono particolarmente fortunati. Ci sono colori con i quali ci troviamo a nostro agio e che indossiamo in situazioni difficili, nelle quali le nostre tinte preferite diventano divise e scudi che ci aiutano a contrastare elementi di disagio. Così come ci sono ossessioni colorate, persone che vestono sempre di nero o che hanno un debole per colori emozionali come l’arancione. Inutile ricercare tra i colori quelli buoni e quelli cattivi, troveremo sempre elementi che appartengono al bene e al male, a seconda delle culture e delle epoche nelle quali peschiamo informazioni che li raccontano. Di una cosa siamo tuttavia certi, che la vita per essere vissuta in pieno ha bisogno dei colori e che colorare le emozioni è un gioco sempre attuale.

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